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benvenuti: Premio Marina di Ravenna 54^ edizione

 

Premio Marina di Ravenna 54^ edizione

 

 

Bendini, Mathieu, Rainer

 

Sede: Museo d’Arte della città di Ravenna

Enti organizzatori: Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna, Capit Ravenna

Patrocini:   Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna, Camera di Commercio di Ravenna

Periodo: 28 agosto – 26 settembre 2010

Orari: martedì, giovedì e venerdì: 9.00-13.30 / 15.00-18.00

mercoledì e sabato: 9.00-13.30

domenica 15.00-18.00

lunedì: chiuso

Ingresso: libero

 

 

Vasco Bendini, Arnulf Rainer, Georges Mathieu sono i protagonisti della 54.ma edizione del Premio Marina di Ravenna, promosso dall’Associazione culturale Capit di Ravenna con la collaborazione del MAR, il Museo d’Arte della città. Totalmente rinnovato nella formula, il Premio Marina di Ravenna si presenta  con un omaggio a tre  figure storiche dell’arte contemporanea. Molto diversi per formazione, contesto geografico-culturale, sensibilità, a Bendini, Rainer e Mathieu,  è stato ampiamente riconosciuto un ruolo di primo piano nelle vicende artistiche europee, a cominciare dagli anni ’50 del secolo scorso, come attestano anche le partecipazioni a prestigiose manifestazioni internazionali e la vastissima bibliografia che li riguarda.

Attraverso una  significativa selezione di opere, molte di grande formato, la mostra, allestita negli spazi del Mar, documenta il lavoro di ogni artista fino agli esiti recenti.  L’accompagna un catalogo, edito da Danilo Montanari editore in Ravenna, con una prefazione di Claudio Spadoni, direttore del Museo ravennate, la riproduzione di tutte le opere esposte e un repertorio di ‘pagine scelte’ dall’antologia della critica dei singoli artisti.

        

 

 

Programma:

 

Venerdì 27 agosto ore 21,00

Park Hotel Marina di Ravenna Sala congressi

Anteprima della mostra e consegna delle Vele d’oro - Premi alla carriera 2010

agli artisti Vasco Bendini, Georges Mathieu, Arnulf Rainer

 

Sabato 28 agosto ore 18,00

MAR-Museo d’Arte della città di Ravenna

Inaugurazione della mostra

 

 

 

 

 

Breve storia del Premio Marina di Ravenna

Nel 1955, per iniziativa del prof. Walter Magnavacchi, allora Presidente del Sindacato degli Artisti di Ravenna, ebbe luogo a Marina di Ravenna la prima edizione del “Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea”, intitolato alla stessa località.

Nel volgere di pochi anni, la manifestazione divenne occasione d’incontro per diverse centinaia di pittori provenienti dall’Italia e dall’estero, attratti dai numerosi premi in palio, dalla risonanza che l’evento aveva assunto, e soprattutto dall’atmosfera particolare e coinvolgente, che univa ai sentimenti di reciproca amicizia gli stimoli del confronto e della competizione in un clima di festa.

Negli anni, il “Marina” fu in grado di richiamare, oltre a tanti principianti e semplici amatori, anche artisti all’epoca già conosciuti e affermati, fra i quali Giovanni Cappelli, Gerardo Dottori, Antonio Possenti, Germano Sartelli, Costantino Spada, Alberto Sughi ed altri.

Il modello originario della manifestazione ha resistito per vari decenni fino a esaurirsi con l’edizione del 2000.

Dopo due anni di vuoto, l’Associazione Capit Ravenna, cogliendo sollecitazioni provenienti da ambienti culturali cittadini, si è fatta carico di ripristinare l’antico Premio, abbandonando l’originaria formula del concorso e riservando la partecipazione ai soli artisti invitati.

Così, a partire dal 2003, anno dopo anno, la rassegna è stata rilanciata, inserendovi modifiche e aggiornamenti nel segno della qualità e dell’impatto culturale e facendone un momento importante per la valorizzazione complessiva dell’immagine di Marina di Ravenna

 

 

 

 

 

 

 

 

Vasco Bendini nato a Bologna nel 1922, vive e lavora a Parma. All’Accademia di Belle Arti di Bologna ha per maestri Giorgio Morandi e Virgilio Guidi. Nei primi anni Cinquanta è uno dei principali esponenti dell’Informale, vicino all’Ultimo Naturalismo di Francesco Arcangeli; in questo periodo, parallelamente all’attività didattica presso l’Istituto Statale d’Arte di Bologna, ha inizio la sua attività espositiva matura con mostre in Italia (Firenze, Milano, Roma) e all’estero. Nel 1956 la sua prima presenza alla 28a Biennale di Venezia, dove, rispettivamente, nel 1964 (32a edizione) e nel 1972 (34a edizione) avrà una sala personale.

Nel 1965 hanno inizio le serie “Sentimento come storia” e “Senso operante”, dove prende avvio una ricerca di nuove tecniche espressive, che nei primi mesi del 1966 approda a una mostra personale presso l’Attico di Roma, presentata da Giulio Carlo Argan. Lo stesso critico, insieme a Maurizio Calvesi, presenta, sempre in Roma a Palazzo Taverna, la mostra Oggetti e processi. Nel 1973 si trasferisce a Roma, insegna all’Istituto Statale d’Arte Roma 2 come direttore di laboratorio della sezione di Decorazione Pittorica .

Nelle opere degli anni Ottanta e Novanta, attua una compiuta e disincantata rimessa in questione di tutta la sua vicenda esistenziale operativa, che richiama sia le folgoranti intuizioni degli anni Cinquanta, nitide ed essenziali, sia la complessità oggettuale e comportamentale degli anni Sessanta.

Seguiranno una serie numerosa di mostre e collaborazioni con i principali musei italiani come ad esempio la triplice mostra alla Galleria Civica di Modena, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna e alla Galleria Civica di Trento (1992) e un’ampia personale alla Loggetta Lombardesca di Ravenna (1996), per culminare con la partecipazione alla grande mostra Novecento, arte e storia in Italia (2000) presso le Scuderie del Quirinale e La pittura degli anni Cinquanta in Italia alla Galleria d’Arte Moderna di Torino (2003), Nel 2002 gli sono conferiti il Premio Lissone alla carriera e nel 2010 Premio Marconi alla Pittura.

 

Vasco Bendini, 3 febbraio n°1, 2009, olio su tela, 110x90 cm
Vasco Bendini, 3 febbraio n°1, 2009, olio su tela, 110x90 cm
 

Georges Mathieu nato a Boulogne-sur-Mer nel 1921. Dopo una formazione filosofica e una laurea in inglese si dedica alla pittura.Dal 1947 è a Parigi tra i protagonisti dell’Informale, dando vita con C. Bryen, al movimento della Non-figurazione psichica, con opere caratterizzate da una pennellata ampia, densamente materica e intuitiva.. I suoi primi dipinti verranno definiti dalla critica Tachisti – da Tache (macchia)- per l’uso di grumi di colore applicati sulla tela direttamente dal tubetto. Nonostante l’apparente disordine della composizione, le opere si strutturano quasi sempre da un asse centrale, sviluppandosi poi per linee ortogonali e curve semicircolari spinte all’esterno da impulsi centrifughi.Espone per la prima volta nel 1946, al 6° Salon des moins de 30 ans, alla Galerie des Beaux-Arts di Parigi, e nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Galerie Rene' Drouin a Parigi e, influenzato dalla filosofia zen, sviluppa un’estetica fondata sull’irruenza del gesto come presa immediata della realtà svincolata da qualsiasi intervento di tipo cognitivo e razionale, esaltando la velocità di esecuzione. Da qui la scelta di trasformare le sue creazioni in eventi teatrali di pittura-azione durante i quali, in un tempo limitato e di fronte ad un pubblico selezionato, realizza tele di grandi dimensioni.Nel 1951 a Vehemences confrontés’es organizza insieme al critico d'arte Michel Tapie' una rassegna dove si evidenziano le tendenze estreme della pittura non figurativa, i risultati delle esperienze della pittura europea od americana da De Kooning a Pollock. Seguiranno una serie numerosa di mostre e collaborazioni con i principali musei francesi e europei. Nel 1957 compie un importante viaggio in Giappone, in occasione del quale si esibisce in kimono in una dimostrazione di action painting di fronte agli esponenti del Gruppo Gutai scuscitando un grande entusiasmo. Nel settembre del 1986 Mathieu presenta al Padiglione Internazionale della Biennale di Venezia il dipinto “Hommageau connétable de Bourbon” nella sezione che evoca i rapporti tra arte e scienza.

 

Georges Mathieu, Seuil ultime , acrilico su tela, 97x130 cm
Georges Mathieu, Seuil ultime , acrilico su tela, 97x130 cm
 

Arnulf Rainer nato in Austria a Baden bei Wien nel 1929, vive fra Vienna e Tenerife. Autodidatta, inizia a dipingere negli anni Quaranta influenzato inizialmente dal Surrealismo e poi dall’Espressionismo Astratto e dall’Informale. Dal 1951 esegue una serie di composizione automatiche a occhi chiusi (disegni in cecità), con un metodo che distinge tutto il suo lavoro, le Ébermalungen, realizzate ridipingendo di strati monocromi tele sue e altrui per affermare l’esistenza della pittura con la sua negazione. L’artista ha sempre sperimentato le tecniche più diverse dalla pittura alla fotografia, dall’incisione alla puntasecca, dalla litografia alla serigrafia. Tra il 1962 e il 1968 dipinge una lunga serie di autoritratti (fotografie rielaborate pittoricamente) che avviarono la sua ricerca sulla fisiognomica; in questi anni partecipa alle esperienze dell’“Actionismus” austriaco. Dal 1981 al 1995 è professore di pittura all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nominato membro dell’Accademia delle Arti di Berlino e dell’Österreichische Kunstsenat, nel 1966 riceve il Premio nazionale austriaco per la grafica; nel 1981 il Premio Max Beckmann della Città di Francoforte; nel 1989 il Premio Grosser del Centro internazionale di fotografia di New York. Svariate sono le sue partecipazioni a prestigiose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati di tutto il mondo. Tra le più recenti ricordiamo le personali del 1989 al Guggenheim di New York e al Museum of Contemporary Art di Chicago, quella nel Museo di Arte Moderna di Bolzano del 1995, oltre alla mostra speciale in occasione della 23a Biennale di San Paolo (1996), fino alla grande esposizione nel 1999 presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam.

Arnulf Rainer, Trapezakt (Face Farce), 1973/75, gessetto ad olio su fotografia, 50.8x59.7 cm
Arnulf Rainer, Trapezakt (Face Farce), 1973/75, gessetto ad olio su fotografia, 50.8x59.7 cm
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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