Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna
MAR Museo d'Arte della città di Ravenna
Mar - Museo d’Arte della Città, via di Roma 13 - Ravenna
Mar- Museo d'Arte della città di Ravenna
Museo d’Arte della città di Ravenna
Mar - Museo d'Arte della città
Mar - Museo d'arte della città
Mar - Museo d'Arte della città
Mar
Mar - Loggetta Lomabrdesca
Mar - Loggetta Lombardesca
Mar
Mar
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19 marzo – 23 luglio 2006
Santa Maria delle Croci
Loggetta Lombardesca
Loggetta Lombardesca
Loggetta Lombardesca
Santa Maria della Croci
Loggetta Lombardesca
Loggetta Lombardesca
Loggetta Lombardesca
Loggetta Lombardesca
Santa Maria delle Croci
Loggetta Lombardesca
inaugurazione sabato 12 gennaio 08 ore 18.00
Mostra : Critica in Arte
Promotore : Museo d’Arte della città di Ravenna
Sponsor : Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Progetto di: Claudio Spadoni
Appuntamenti:
David Casini, a cura di Daniela Lotta
inaugurazione 5 ottobre ore 18.00
6 ottobre - 28 ottobre 2007
Silvia Camporesi, a cura di Claudia Casali
inaugurazione 3 novembre ore 18.00
4 novembre - 2 dicembre 2007
Sara Rossi, a cura di Chiara Pilati
inaugurazione 6 dicembre ore 18.00
7 dicembre 2007 - 6 gennaio 2008
Ivan Malerba, a cura di Andrea Bruciati
inaugurazione 12 gennaio ore 18.00
13 gennaio - 3 febbraio 2008
Sede : Mar – Museo d’Arte della Città, via di Roma 13 - Ravenna
Orari : martedì, giovedì, venerdì, sabato
9.00 – 13.30/ 15.00 – 18.00
mercoledì 9.00 –13.30
domenica 10.00 – 17.00
lunedì: chiuso
Ingresso : libero
Dopo la rassegna quinquennale no border, curata da Claudio Spadoni, Maria Rita Bentini e Serena Simoni, il MAR propone una serie di eventi dedicati a giovani artisti scelti da giovani curatori. Il progetto dal titolo Critica in Arte intende infatti avere una valenza "militante" e promuovere quattro appuntamenti autunnali, a cadenza mensile, durante i quali un giovane critico presenta il lavoro di un giovane artista in una mostra monografica allestita negli spazi al pianoterra del MAR. Critica in Arte vuole far luce sulle nuove identità della critica attualmente attiva in Italia e dedita espressamente alle espressioni artistiche delle ultime generazioni.
Coordinati da Claudio Spadoni, direttore del MAR, sono stati invitati a partecipare al progetto Andrea Bruciati, direttore della Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone, Claudia Casali, curatore del MAR, Daniela Lotta, curatrice del Museo Carlo Zauli di Faenza e Chiara Pilati, curatrice del Premio Manara.
Ciascun evento sarà accompagnato da una piccola monografia, presentata dall'artista e dal critico il giorno stesso dell'inaugurazione. I quattro cataloghi saranno poi riuniti in un unico cofanetto.
Il primo appuntamento in calendario sarà venerdì 5 ottobre alle ore 18.00: Daniela Lotta presenta David Casini: "l'artista sviluppa l’opera a partire da una attenta osservazione della realtà e da una intenzionale messa in crisi dei saperi precostituiti. Sfruttando le potenzialità di una artigianalità di ritorno l’artista traduce la sua poetica concettuale nei linguaggi tradizionali delle “belle arti” – come la ceramica, il disegno o il ricamo – pervenendo ad una ri-materializzazione dell’opera che così risulta caricata di una energia del tutto nuova, capace di far coesistere sofisticati recuperi figurativi con elementi eterogenei attivando continue variazioni semantiche e formali. Nei suoi lavori recenti è evidente la presenza di una percezione elastica del tempo che appare pronto a slanci inaspettati in avanti come indietro, atti a recuperare stili e materiali di epoche passate.L’opera si amplifica allora nel fascino della memoria, apparendo oltremodo esaltata da un mirato prelievo di suggestioni arcaico-primordiali che riferiscono della possibilità di una cultura “originaria” quale valida alternativa all’ipotesi di un futuro associato unicamente al concetto modernista di evoluzione e di progresso " (D.Lotta).
A seguire, sabato 3 novembre, sempre alle ore 18.00, il lavoro di Silvia Camporesi sarà presentato da Claudia Casali. "Le sue fotografie privilegiano il tema dell'identità, del doppio, del mito e della letteratura, tra intimità e religiosità. Figure senza spazio e senza tempo si presentano prive di connotazioni, celebrano la loro dimensione di austera compostezza, vagano come figure immaginarie del nostro inconscio. L'identità, uno degli ultimi temi affrontati, qualifica apparentemente la persona e spesso ne maschera la vera essenza. Da Ovidio ad Apuleio, da Virginia Woolf a Simone Weil, segni del passato e del presente si coniugano per raccontare nuove ed inaspettate relazioni" (C.Casali).
Giovedì 6 dicembre ore 18.00, Chiara Pilati presenta Sara Rossi: " attraverso gli strumenti del video e della fotografia, Sara Rossi indaga le arcane relazioni tra l'uomo e il paesaggio, tra l'umano e il naturale, all'interno di coordinate spazio temporali che ribaltano il quotidiano qui e ora trasformandolo in un là fuori dal tempo. Nei suoi lavori convivono personaggi fantastici del mito, della favola e della storia, così noti da sembrare reali, con luoghi reali delle nostre terre e del nostro paese, così astratti da sembrare fantastici. Nelle sue opere si susseguono situazioni che uniscono elementi che siamo abituati a pensare lontani in una circolarità di eventi mutevoli e instabili, in continua evoluzione, ma talmente limpidi e sospesi da apparire definitivi " (C.Pilati).
Infine, sabato 12 gennaio 2008 ore 18.00, Andrea Bruciati presenta il lavoro di Ivan Malerba, che " sembra confermare l’intuizione freudiana sulla tela, secondo cui chiunque elabora nell’attività onirica una simbologia personale, in parte decifrabile. L’artista parte così dall’ambiente protetto dello studio, della sua casa, ricostruendo con elementi estrapolati dalle sue letture, dalla visita a musei, dai film che predilige o da foto a lui care, un mondo percorso dalle sue molte suggestioni. Semplici tratti di matita su carta, pastelli colorati ma anche vividi e ricchi oli su tela narrano di una realtà quotidiana trasposta in un mondo parallelo, surreale. Forme stilizzate e abbreviate di figure umane, spesso lo stesso artista, animali, elementi naturali si animano, popolando ambienti dalla forte carica affettiva e nel contempo stranianti. Spazi che altro non sono che contenitori emotivi dentro i qualiMalerba lascia decantare lentamente i pensieri, le sensazioni e la propria immaginazione" (A.Bruciati).